Perché Popolari

Le ragione della nostra azione come popolari

di Ivo Tarolli

E’ sempre larga negli analisti e negli osservatori che vanno per la maggiore, la convinzione che sia tempo di dar vita ad una offerta politica nuova, dai caratteri Centristi e  cristianamente ispirata; e che sia pure l’occasione per superare decenni di frammentazione e di irrilevanza del composito mondo cattolico italiano, vanno ora declinati in maniera chiara i contorni, o se si vuole, il profilo politico di questa discesa in campo. 

Forse ci ripeteremo, considerato che è  da anni che lo precisiamo, ma preferiamo ribadire:

1. La nostra iniziativa non dovrà farsi risucchiare dal tema del posizionamento e quindi dalla nostra collocazione dentro lo schieramento politico. È  prioritario ed essenziale rendere chiara e far risaltare la nostra identità! I nostri valori di riferimento; il nostro Progetto politico; la spendibilità e la attualità delle nostre proposte.   Non si nasce scimiottando altri partiti. Si nasce perché portatori di novità! Animati da carica innovativa, anche rivoluzionaria se servisse. E in questo modo essere in grado di orientare davvero la Modernità. Accettare la sfida posta da Francesco I nella “Fratelli Tutti” vuol dire consentire alla Politica di riacquistare il ruolo ed il prestigio che le spetta; vuol dire che la Politica deve poter stare un passo avanti all’Economia; che non vive di nostalgie,  ma che sa leggere la realtà di oggi con le sue problematicità e che sa indicare la direzione di marcia per gestirle e risolverle; che è davvero al servizio del Bene Comune e soprattutto al servizio di chi ne ha più bisogno. Da qui discende l’imperativo che il progetto non può che essere “popolare”.

2. Cosa significa dar vita ad un Soggetto Politico dai caratteri popolari? Dalla Dottrina sociale cristiana abbiamo ricavato che deve coltivare un sogno collettivo; capace di attivare una originale sintesi dei legami territoriali, sociali e culturali; proprio perché popolo e persona sono “termini correlativi”; aperto e impegnato a favorire opportunità di lavoro, quale prerequisito della dignità della persona; capace di promuovere partecipazione e Sussidiarietà: valori che ti portano a testimoniare Solidarietà e Fraternità;  Aggiungiamo che oggi, popolari vuol dire anche saper riattualizzare e reinterpretare il principio della sovranità popolare e dell’essenziale ruolo che devono poter svolgere i Corpi Intermedi  rispetto al loro progressivo svuotamento dato dal protagonismo dei nuovi attori globali che si stanno imponendo nell’Economia, nella Tecnologia, nella Ricerca e nella Comunicazione. Popolari quindi perché aperti, plurali, inclusivi, democratici e veicolo di partecipazione,

3. Che il suo spazio di azione non potrà che essere sovranazionale, chiaramente europeo e quindi in grado di svolgere un ruolo anche globale.Se la Finanza, il Commercio, come lo stesso movimento delle persone sono diventati globali,  è nelle cose che un ordinato dispiegarsi della Democrazia, a tutti i livelli, abbisogna di Organismi Mondiali aggiornati e soprattutto in grado di riportare equilibrio fra i vari poteri affermatisi. Prevedendo oltre a poteri di indirizzo, sanzionatori, anche di prevenzione delle criminalità vecchie e nuove.Ciò significa che accanto al protagonismo dei singoli Stati, un rinnovato protagonismo della UE  ed un sano multilateralismo potrànno  essere di aiuto non solo a “governare” la Globalizzazione, ma pure a prevenire cause e focolai di fondamentalismi, di instabilità o di guerre.

4. E per ultimo, ma non per importanza, dovrà essere un Soggetto che non va a rimorchio del Libero Mercato. Sappiamo quanto siano importanti la libertà di intrapresa, la creatività dell’imprenditore, la funzione sociale dell’impresa assieme a massicci e costanti investimenti,  proiettati anche nel medio-lungo tempo. Ma sappiamo che ci sono beni e servizi che il libero mercato,  da solo,  non è in grado di soddisfare. Come pure ci sono beni che debbono essere universalmente riconosciuti, come la recente pandemia ed i vaccini necessari, hanno  messo in evidenza. Se lo sviluppo economico e il benessere delle persone, diversamente dal passato, dovranno svilupparsi dentro un contesto di sostenibilità ambientale, divenuta una categoria non negoziabile, oggi un ruolo analogo dovrà essere riservato al perseguimento dell’obiettivo della Giustizia sociale e del deciso contrasto della Povertà, che presuppone politiche di equità e politiche di redistribuzione anche a livello globale. La Povertà andrà combattuta non con politiche assistenziali, ma erigendola a categoria economica, come lo sono le politiche fiscali o di stabilità.

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