Il tempo necessario per i cattolici per essere pronti per la politica.

I cattolici e le altre culture in politica.

di Raffaele Bonanni

L’edificio politico sostenuto dagli attuali Partiti manifesta cedimenti strutturali gravi; non riesce più a garantire la sua funzione, ed anzi rischia nel suo crollo di trascinare persone e cose nella propria rovina. Ormai da lungo tempo il nostro paese arretra in ogni settore della vita economica e civile, ed i cittadini non da ora acquisiscono sempre più  coscienza che gran parte dei guai provengono proprio dalla natura intrinseca che ha dato origine a ogni partito nato in questo ultimo quarto di secolo di seconda repubblica.

Due sono stati i caratteri prevalenti che si sono appalesasti nel loro funzionamento interno di organizzazioni politiche: la mancanza di ancoraggio ad una filosofia di fondo e dunque ad un sistema di principi riferibili alla sfera economica e sociale; la marcata carenza, quando non la totale inesistenza di regole riconducibili a cardini di funzionamento democratico: la mancanza di autonomia dei propri organismi democratici da chi ha fondato i partiti, o da coloro che esercitano  il ruolo di leader.

Con il passare del tempo si è proceduto man mano ad abbandonare ogni  qualsiasi pensiero culturale vivo presenti nella tradizione e nella coscienza popolare, e si è sviluppato oltre misura il concetto disastroso del capo assoluto come liberatore di ogni complessità  che comporta la vita democratica.

Poco è importato l’allontanamento dallo spirito che vive nella Nostra Costituzione  voluta dai Costituenti; dunque in assenza di un ordine culturale ed etico, inevitabilmente si è fatto largo nel tempo un moralismo senza morale, che storicamente ha originato populismi quando non a caudilli castigamatti.

È vero che le altre democrazie nel mondo subiscono anch’esse assalti da presenze populiste ed autoritarie, ma generalmente in questi altri paesi i presidi della politica animata da solide e affermate filosofie sono pressoché intatte ed incontaminate, e comunque sono in grado di sostenere la loro battaglia quotidiana.

In Italia la situazione è diversa proprio perché forze culturali e politiche che in ogni caso avevano requisiti sufficienti di soggetti consapevoli della loro vocazione  sono state divelte da fatti traumatici che solo Dio sa del perché siano stati procurati  dolosamente, e quali sono state le vere ragioni di soggetti non responsabili sul piano democratico, e per servire quali interessi.

Insomma, la politica in Italia, privata delle tre culture presenti storicamente nella coscienza popolare: quella cattolica, quella liberale, quella socialista, non poteva che portare alla misera condizione in cui versa, priva di ogni bussola che potesse indicare una fondata e condivisa direzione.

Per questa ragione, innanzitutto i cattolici, devono aprire nei propri ambienti una profonda riflessione su come riproporre la loro presenza nella società italiana per sviluppare nuovamente il loro prezioso  servizio. Ma preliminarmente devono assumere comportamenti fermi come presupposti indispensabili per superare la attuale minorità provocata dalla prolungata dispersione delle proprie forze.

Dovranno per principio procedere attraverso ogni loro associazione, partiti ed altre presenze, nell’anteporre a qualsiasi altro proposito, di riunire assolutamente in un solo soggetto i cattolici, come vocazione unica e preliminare al loro stare nell’agone politico, per poi mirare a progetti e possibilità nuove con liberali e socialisti, soprattutto con coloro che si ispirano all’umanesimo, alla economia sociale di mercato, alle economie animate da spirito cooperativo e solidale come il ‘terzo settore’.

Un cammino così determinato, può essere sostenuto proprio da persone che riescono a ritrovare nel proprio ambito intimo personale e collettivo, le motivazioni profonde spirituali e sociali.

Non importa dunque il tempo che occorre per essere pronti, ma è importante essere pronti. 

Costruire-insieme

2 pensieri su “Il tempo necessario per i cattolici per essere pronti per la politica.

  1. Si CONcorda.
    Oggi al tempo delle analisi bisogna impegnarsi per avviare il tempo della trasformazione con azioni comuni ove ciascuno ci mette faccia, cuore, tempo…oltre alla propria competenza, conoscenza.

    1. Grazie Mauro, dacci una mano iscrivendoti all’associazione se vuoi. Abbiamo bisogno anche delle tue di conoscenze e competenze.

I commenti sono chiusi.

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