TURISMO: LEASE-BACK DEGLI HOTEL PER SALVARLI

Quale sarà il modello di turismo in Italia subito dopo la stagione della pandemia? Dovrà essere qualcosa di nuovo, dicono i consulenti. Ma che cosa esattamente? Per i tecnici del turismo nazionale si prospetta una forbice tra crisi e ripresa che si allargherà ulteriormente. Per tanti albergatori, invece, è buio fitto. Pochi sono quelli che esorcizzano il presente confidando che tutto torni come prima.

I problemi sono e saranno tanti. Mentre però – e giustamente – c’è chi ragiona sui nuovi modelli (soprattutto per il turismo invernale azzoppato quest’anno per la chiusura degli impianti e delle piste) c’è anche chi guarda all’immediato e indica l’urgenza di salvaguardare il patrimonio degli alberghi. Perché gli alberghi? C’è un dato di fatto. Se vengono meno gli alberghi crollano le “stazioni di sosta” dei flussi turistici. Un albergo aperto ed in attività continuativa significa non soltanto letti e sala da pranzo: comporta soprattutto occupazione professionale, lavoro giovanile, ricadute sul commercio urbano, stimolo all’artigianato ecc. Viceversa, meno alberghi attivi significa un calo a strapiombo dell’economia di molte zone e territori. Alla luce dei fatti e delle ricerche è possibile che nella prossima stagione primavera/estate una fetta consistente di albergatori che conducono l’azienda con la famiglia possa gettare le chiavi nella fontana.

Allora, che fare? Può anche andar bene l’esenzione dell’Imu, il potenziamento dei contributi a progetto, il prolungamento dei prestiti bancari. Però tutto questo forse non basta: servirebbero degli interventi-antibiotico, non lo sciroppo per la tosse.

Servirebbe qualcosa di simile al Lease-back sperimentato negli anni scorsi per il settore industriale Che cos’è il Lease-back? E’ una particolare forma di finanziamento delle aziende in difficoltà. Funziona così. Una Finanziaria pubblica compera l’immobile dell’azienda in difficoltà. Perché? Per salvare sia l’impresa che i livelli occupazionali. Poi affitta la struttura all’azienda che già usa l’immobile. Intanto, dalla vendita l’azienda ha acquisito un capitale finanziario che si presta a rilanciare la produttività dell’impresa. Così, se gli affari andranno bene, l’azienda, dopo un certo numero di anni, potrà riscattare la proprietà dell’immobile, e festeggiare la ripresa.

Questo tipo di interventismo pubblico è applicabile oggi al sistema delle varie Regioni o Province? Forse sì. Si tratta di provare, con coraggio e avvedutezza. Ma occorrerebbe partire subito.

Tuttavia, chi paga – cioè la Finanziaria – dovrà assicurarsi che non finisca in stile “todos caballeros”. Dal proprietario che vende l’immobile dell’hotel si dovrà pretendere che da neo-affittuario continui la gestione e l’attività alberghiera. Occorrerà evitare che smetta di lavorare e sub-affitti affidando la gestione dell’hotel agli “E.T.” di turno. Le regole dovranno essere ben chiare e l’applicazione super-controllata. A partire da una condizione esiziale: il Laese-back dovrà riguardare prima gli hotel di medie-alte dimensioni, di alta qualità d’impresa, che abbiano notorietà e reputazione, poi il resto del sistema. La primazia va accordata più all’impresa che crea lavoro sul territorio, meno agli hotel marginali.

Ettore Zampiccoli

Costruire-insieme

2 pensieri su “TURISMO: LEASE-BACK DEGLI HOTEL PER SALVARLI

  1. La proposta , sottintende elementi molto innovativi . Tiene conto certamente della capacita’ di sopportare e della volonta’ di supportare il settore .
    La risposta di operatori e di utilizzatori in economia classica genera il successo.
    Certamente , siamo pronti a scommettere esattamente su uno scenario identico al precedente della crisi .
    La sfida , si disvela sapendo interpretare i bisogni dei consumatori di domani.
    Avremo , sempre gli stessi utilizzatori medi del pre ‘ crisi covid ?
    La politica deve capire e proporre le scelte per gli operatori.
    Chiaramente , i grandi gruppi gioiranno del LEASE BACK.
    La realta’, ancora una volta viene legata ai destini di uno stato che comprende e tutela le necessita’.
    D’altronde , anche per il cittadino abbiamo assistito erogazione del buono vacanza.
    Resta, la disponibilita’ della proposta che eccezzionalmente sovrintende la regola ordinaria dell’economia di mercato ordinaria.
    Dulcis in fundus:movimentiamo la richiesta di ristori alberghieri e il turismo non avra’ ammanchi di cassa da minare le fondamenta della sana proprieta’ privata delle imprese piccole o grosse, turistiche o manifatturiere.
    Alberto Vinzio

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