Ivo Tarolli ed Ettore Bonalberti: Introduzione

INTRODUZIONE

 

I° Parte

 

L’ANTICIPAZIONE PROFETICA È PIÙ CAPACITÀ DI INTERPRETARE IL FUTURO O PIÙ PRAGMATICAMENTE, CAPACITÀ DI LEGGERE IN MODO INTELLIGENTE E MAIEUTICO IL PRESENTE?

di Ivo Tarolli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’anticipazione profetica è più capacità di interpretare il futuro o più pragmaticamente, capacità di leggere in modo intelligente e maieutico il presente?

A noi non spetta predire il futuro.

Ai nostri fini preferiamo cercare di attestarci sulla seconda interpretazione, ovvero cercare di leggere più in profondità il presente nel quale ci troviamo a vivere e a operare. E in questo ambito porci l’interrogativo: dove possono o vogliono andare i cattolici Italiani?

E’ risaputo! In Italia i cattolici praticanti sono oggi una minoranza.

Ma il loro pensiero, la loro cultura no! Anzi, permeano la vita di tutti i giorni, anche dei non praticanti!

Il loro Magistero, unito alle straordinarie testimonianze dei Pontefici che si susseguono sono un punto di riferimento non solo per l’Occidente, ma per il mondo intero.

La domanda che ci facciamo allora è questa: se il loro ruolo è così incidente perché non può avvalersene anche la Politica, anche il Governo della Polis?[1]

Non possiamo cedere al feticcio della semplificazione! Alla demagogia che genera illusioni! Alla piazza che genera irrazionalità! Ai radicalismi, che generano dogmatismi e false verità! All’economia, che finisce con premiare i più forti. Al localismo, che ti promette protezione e ti consegna all’isolamento e all’involuzione.

Se la Politica esprime “buona politica” guida i processi; armonizza gli interessi; sta davanti all’economia e alla finanza; persegue la giustizia sociale e quindi realizza il Bene comune.

Ecco perché questo è il tempo del coraggio! E della testimonianza!

Il coraggio di pensare cose nuove; di tentare strade diverse; di adottare il metodo della ricerca: che vuol dire avventurarsi in percorsi non conosciuti, consci della straordinaria attualità che riveste la Dottrina Sociale Cristiana

Ritornare a pensare che l’Albero della Vita ha bisogno soprattutto di un terreno fertile, dove le radici possono alimentarsi!

 

Forse giova ritornare a far parte di una razza estinta. Quella che abita e che frequenta un luogo ancora da scoprire e che per convenzione è chiamata “Utopia

 

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Per millenni il mondo è stato diviso in quattro macro aree: quella occidentale, quella subsahariana, quella Indiana e quella Cinese.

Il Cristianesimo trova le sue origini nella prima e impiega 300 anni per diventare la religione di riferimento nel Mediterraneo, al tempo il centro del mondo!

Non si impose! Non andò alla conquista! Né fece ricorso alla forza delle armi!

Prima tollerato, a volte anche indirettamente protetto (sul finire del I° sec. d.c.), poi osteggiato e perseguitato, finisce per diventare la religione di riferimento.

Con la sua carica di fede messianica e con le sue rivoluzionarie proposizioni si rapporta e si immerge nelle diverse culture esistenti e colma i tanti vuoti lasciati dal paganesimo.

Costantino, nel 312 si impone su Massenzio non perché disponesse di soverchianti forze militari (si stima che le sue Legioni fossero si e no un quarto di quelle del suo antagonista che aveva il suo epicentro a Roma!) ma perché il Cristianesimo, di cui si era eretto paladino, si era ormai innervato nell’intera società, comprese le truppe.

Questa breve digressione storica per riaffermare che questo Pensiero e questa Cultura mantiene intatta, anche oggi, la sua carica rigeneratrice! Anzi può diventare un punto di riferimento nel processo di armonizzazione dei problemi posti dal Governo della Globalizzazione e dei suoi sottosistemi.

Se il nostro Paese, se l’Occidente facessero loro questa Cultura non avrebbero bisogno di porsi in modo “difensivo” rispetto ai pericoli insiti nel fondamentalismo! Le “paure” non troverebbero spazio, o peggio il sopravvento, perché troppo forte e straordinariamente moderna la sua carica di Valori e di Identità.

 

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Guardando all’Italia, noi siamo per una chiara discesa nel campo della Politica. Per assicurare il nostro contributo alla soluzione dei tanti problemi e delle tante sofferenze con cui gli Italiani sono alle prese.

Quindi siamo per una discesa in campo non per tenere in piedi una bandiera ma per portare delle proposte e dei contributi concreti; e per “concorrere” al Bene dell’Italia.

 

Bisogna quindi uscire dall’attuale condizione “difensiva” del dover sempre rincorrere, e dall’emergenza della inconsistenza politica!

Dall’esserci supinamente omologati alla dottrina della “diaspora”, il passaggio alla frammentazione politica è stato quasi naturale! Non si comprese però che la frammentazione politica ci avrebbe consegnato alla irrilevanza nei processi decisionali dentro le Istituzioni.

Per uscire da questa condizione c’è una sola strada: far vincere la logica dell’aggregazione! Far prevalere lo spirito della collaborazione cooperativa. Trarre alimentazione dal messaggio cristiano dell’Unità.

Il ritorno all’obiettivo dell’Unità Possibile, come un cammino verso la condivisione, come aspirazione alla comunione di intenti per essere in grado di rappresentare non un singolo – ma una Comunità diventa tremendamente di attualità.

Nel discorso agli Ateniesi del 461 a.C. Pericle (che non era Giudeo!) sostiene: “Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile”;

Se dentro la Chiesa Cattolica, da anni, si tiene la settimana di preghiera per l’Unità di tutti i cristiani, perché noi dovremmo rinunciare all’obiettivo di un’Area politico – culturale unita e incidente!

 

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Perché un’Area? Perché è il passaggio obbligato dal “particolare”, al Progetto Comune! Dal carisma di ogni realtà, al “Corpus” unico della Dottrina Sociale Cristiana! Che non si può prendere e promuovere a spicchi, ma che occorre declinare in termini di sintesi, e di armonia unitaria.

Un’area che ponga al vertice del suo impegno la “Ricerca delle Verità”, sia negli aspetti e nei contenuti teologici, che in quelli della concreta quotidianità del Bene.

Ricomporsi in un’area comune, per condividere un Progetto Politico-economico comune dentro un impegno fatto di dialogo e apertura verso esperienze e tradizioni diverse.

Un’area che sappia rapportarsi ai principi di Libertà senza mortificare i principi di Verità.

Un’area capace di libertà autentica: la libertà di tradizione patristica che non si limita ad esprimersi senza intaccare la libertà del vicino, ma che si realizza compiutamente solo quando sa esaltare la piena libertà dell’”altro”, di colui che ti sta accanto.

Un’Area che sappia individuare i tanti nostri avversari: dal “Male” che si cela sotto tante sembianze, quali la bramosia dell’Avere! La sottovalutazione del dovere di rispettare l’Ambiente! La mortificazione della Verità, a scapito della “narrazione” della quotidianità!

Dalla crisi economica: con la mancanza di lavoro che rimane il primario strumento di dignità della persona umana e con il rafforzarsi delle due società: dentro una forbice intollerabile fra le elites e i ceti popolari.

Dai fondamentalismi e dalle intolleranze religiose che riportano drammaticamente indietro le lancette della civiltà.

* * * *

 

Fra le tante questioni aperte, ci preme far cenno alla cultura economica imperante.

Nell’età della globalizzazione assistiamo al dominio del liberismo senza controllo e allo strapotere dei sistemi finanziari senza Etica.

La crisi finanziaria scoppiata negli Stati Uniti nel 2008 e diffusasi in breve tempo nel resto del mondo ha messo in evidenza, oltre alla necessità di norme che regolino i mercati finanziari, la mancanza di un’etica nelle azioni degli operatori. È ormai chiaro che le crisi degli anni 2000, nascono dagli egoismi del sistema capitalistico e da una finanziarizzazione del sistema economico che ha creduto di sostituirsi alla economia reale e da scelte che hanno spinto le banche a modificare le proprie finalità istituzionali per privilegiare le operazioni “speculative”. Questo problema si pose anche all’epoca della “grande depressione” americana quando Roosevelt fu costretto ad emanare il “Glass Steagall Act” che distinse le banche dedite al credito da quelle che investivano in operazioni speculative.

Il tutto in presenza di grandi e insopportabili disuguaglianze che hanno generato tensioni e imponenti movimenti migratori.

Per superare questa situazione può esserci utile ricorrere alle esperienze della cosiddetta Finanza Etica.

Questa trova il suo fondamento nel pensiero economico contemporaneo che mira a riportare l’uomo al centro dell’economia, considerando il denaro come un mezzo per raggiungere uno scopo e non più come un fine.

L’idea di base è quella di riportare la finanza verso un economia di tipo reale, allontanandola da inutili speculazioni per metterla a servizio dell’uomo, utilizzando i tradizionali meccanismi finanziari supportati da un sistema di valori etici, privilegiando il rapporto tra persone e superando quello tra persone e cose.

E’ utile chiederci perché le scelte di tipo tecnico finora abbiano funzionato solo relativamente. La ragione va ricercata più in profondità. Lo sviluppo non sarà mai garantito compiutamente da forze in qualche misura automatiche e impersonali, siano esse quelle del mercato, della moneta o quelle della politica internazionale. Lo sviluppo è impossibile senza uomini retti, senza operatori economici e uomini politici che vivano fortemente nelle loro coscienze l’appello del bene comune.

Ecco perché serve un recupero dell’Etica in ogni professione e in ogni attività, riscoprendone i principi tramandateci dai grandi filosofi greci e latini fino ai pensatori moderni.

Va in questa direzione l’auspicio di una riforma del sistema finanziario internazionale con una Autorità Pubblica a competenza mondiale, al servizio del Bene comune, al fine di ridurre, se non a eliminare del tutto, il degrado delle relazioni sociali ed economiche dove prevale la spietata logica del più forte.

Idee e progetti che abbisognano di preparazione professionale, di coerenza morale e di una classe dirigente che abbia radici nei valori etici e in quelli dell’Umanesimo integrale.

 

* * * *

 

Sono passati ormai 24 anni da quando si decretò che era finita la prima Repubblica: quella fondata sul primato dell’ideologia e dei Partiti che la veicolavano.

L’Italia avrebbe dovuto trarne straordinarie opportunità e solo benefici, liberata dall’oligarchia partitica.

Ci vien da dire invece che è come se l’orologio si fosse fermato. Troppi gli indicatori con segno negativo.

La qualità della nostra Democrazia ha pagato prezzi alti.

L’andamento dell’economia ci ha consegnato un aumento vertiginoso di sofferenze, soprattutto per i giovani e il mezzogiorno d’Italia.

Lo Stato anziché alleggerirsi ha aumentato il suo potere di intervento sia burocratico che fiscale.

Le politiche familiari, scolastiche e universitarie hanno dovuto misurarsi con una pesante riduzione delle disponibilità.

E ci limitiamo solo ad alcuni grandi capitoli!

Ma tutto questo è potuto accadere perché la cultura Cristiano-Popolare non è stata in grado di essere un “giocatore” della partita.

Da qui bisogna ricominciare!

 

 

 

 

II° Parte

 

Da Rovereto alla Bonus Pastor: un “file rouge” per la ripartenza

dell’area Cristiano Popolare

di Ettore Bonalberti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ dalla crisi della prima Repubblica, con la scomparsa politica della DC e dei partiti che con essa avevano garantito la governabilità negli oltre quarant’anni di vita repubblicana (1945-1993), che si pone l’obiettivo di favorire la ricomposizione delle componenti residue dell’area cristiano -popolare

In questa lunga stagione caratterizzata dalla progressiva scomparsa delle grandi culture che furono alla base del patto costituzionale (democratico cristiana, socialista, comunista, liberale e repubblicana), da un lato, abbiamo concorso a ricomporre l’area democratico cristiana a fianco dell’amico Gianni Fontana e, dall’altra, al tentativo di promuovere un processo aggregativo dei movimenti, dei partiti e delle Associazioni dell’area cristiano – popolare che considerasse anche l’eventualità di dar vita a un Nuovo Soggetto Politico.

Un soggetto politico che, dall’incontro di Rovereto (Luglio 2015), al patto di Orvieto (Novembre 2015) sino al recente incontro alla Bonus Pastor di Roma (Gennaio 2017), viene connotato così: un soggetto laico, democratico, popolare, liberale, riformista, europeista, trans nazionale, ispirato ai valori dell’umanesimo cristiano, inserito a pieno titolo nel PPE, da far tornare ai fondamentali dei padri fondatori: Adenauer, De Gasperi e Schuman.

L’idea, che ha avuto tra i principali sostenitori l’amico sen Ivo Tarolli, con il quale abbiamo avviato una proficua e fervida collaborazione, era ed è quella che all’Italia serve la ripartenza di un Soggetto Politico ampio, plurale, democratico, in grado di mettere insieme alcune delle culture come quella dei popolari e democratico cristiani e dei liberal democratici e riformisti che condividono l’ispirazione dell’umanesimo cristiano, capace di garantire la governabilità dell’Italia e di superare la crisi di rappresentanza di una società in preda all’anomia politica.

Il tutto dentro un metodo rigoroso: dell’approfondimento e puntuale analisi delle tante difficoltà! Del coinvolgimento dei territori e della partecipazione delle persone! Del “faro” costituito dalla Dottrina Sociale Cristiana, che non può essere presa a spezzoni, ma sempre nella sua integralità, dentro uno spirito aperto al coraggio e alla “Ricerca” che vuol dire imboccare strade nuove e non conosciute.

 

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Appello di Rovereto

 

Il 18 Luglio 2015 ci siamo riuniti a Rovereto nella casa del Beato Antonio Rosmini, uno dei padri del cattolicesimo liberale italiano, su invito di Ivo Tarolli e dopo una serie di interessanti interventi abbiamo approvato il seguente documento finale:

I Partecipanti all’incontro di Rovereto di Sabato 18 Luglio

1)  condividono e approvano i contenuti della Lettera Appello ai Popolari Italiani che hanno già sottoscritto e le Proposte per L’Italia che sono state distribuite e illustrate dai Responsabili dei Gruppi tematici coordinati dal Prof. Gustavo Piga;

2)  riaffermano di ritenere questa iniziativa, come altre analoghe che si sviluppassero sul territorio nazionale, propedeutica alla discesa nel campo della politica dando vita ad un Nuovo Soggetto Politico, grande, plurale, democratico e ancorato al territorio;

3)  intendono favorire la costituzione in tutte le realtà comunali e territoriali in Italia, comunità civiche e popolari aperte alla partecipazione e al coinvolgimento di tutti i cittadini che vogliano farlo anche con i sistemi della comunicazione con la rete Internet e con altri metodi di innovazione tecnologica;

4)  s’impegnano a sostenere l’iniziativa di tali comunità civiche e popolari perché riescano a fare rifiorire, attraverso una grande operazione culturale, le specificità dei loro territori e del loro carisma dentro un contesto di armonia e di sintesi con le realtà di livello nazionale, europeo e globale;

5)  s’impegnano, in ogni iniziativa, convegno, incontri e dibattiti pubblici che svolgeranno nei prossimi mesi in maniera autonoma, come Associazione, Partito, Movimento, a indicare accanto al proprio logo la dicitura: “Ha aderito all’Appello ai Popolari Italiani dalla Casa di Rosmini- Rovereto, 18 Luglio 2015”

6)  s’impegnano, dopo questa fase di semina, fatta di partecipazione e di protagonismo, di elaborazione e impegno, a organizzare, entro la fine del 2015, un grande Forum nazionale che dovrà trarre le conclusioni e che approvi:

  1. a) la linea politica della discesa in campo;
  2. b) la forma organizzativa del Nuovo Soggetto Politico;
  3. c) il Gruppo dirigente Provvisorio;

Infine: approvano di costituire un Coordinamento provvisorio che abbia il compito di comunicare le iniziative specifiche dei singoli Movimenti, Associazioni, Partiti per favorire il più ampio coinvolgimento di tutti i Partecipanti alle iniziative stesse e fare aumentare il livello di conoscenza reciproco sui temi proposti per una più ampia condivisione in termini culturali e politici.

Nella “lettera appello ai popolari italiani” che accompagnò quelle conclusioni “oltre un centinaio i sottoscrittori attivi in altrettanti movimenti, partiti e associazioni” affermavamo inoltre la volontà:

Di promuovere una “Grande Iniziativa”: plurale, aperta, comunitaria. Un’iniziativa che ponga fine alla diaspora e alla frammentazione dei tanti Partiti, Associazioni, Movimenti di matrice cristiano-popolare che hanno reso questa area e questa cultura marginale ed irrilevante;

Una Iniziativa che dia vita ad un’” Area politico-culturale” che sappia far interloquire cattolici e non cattolici, laici, riformisti e liberaldemocratici! Che sappia coniugare la freschezza giovanile con la saggezza dell’esperienza!! E che abbia una chiara connotazione popolare e territoriale

Una Comunità di persone responsabili, che abbia l’ambizione di contribuire alla realizzazione di un Progetto-Paese per la nostra Italia. Da questa Area dovrà scaturire un Impegno Politico diretto!! Ambizioso nel Progetto! E generoso nella testimonianza di ciascuno!

Non per dar vita a un piccolo Partito! Ma ad un’Esperienza Grande, che sappia unire e favorire aggregazioni nuove!! E che sappia concorrere ad essere anche punto di riferimento per il Governo del Paese. Un’Esperienza dove la Sussidiarietà e il Dialogo Sociale siano le anime di un nuovo popolarismo e dove la Comunità, l’Impresa e la Famiglia diventino la dorsale della nuova Italia”.

 

* * * *

 

 

Patto di Orvieto

Di lì a pochi mesi, intercettando la disponibilità a mettersi in gioco da parte di Ettore Bonalberti Carlo Giovanardi (Popolari Liberali, Gaetano Quagliariello (Associazione Idea)  e Mario Mauro (Popolari per l’Italia), si organizza a Orvieto (28 e 29 Novembre) un incontro che si concluse con l’approvazione del seguente documento che definimmo come “ Patto di Orvieto”:

 

I partecipanti al Convegno “UNITI SI VINCE” tenutosi a Orvieto Sabato 28 e Domenica 29 Novembre 2015, consapevoli della grave situazione esistente a livello internazionale e italiano, tanto sul fronte della pace e della sicurezza mondiale che su quello politico, economico e sociale europeo e dell’Italia;

considerata: la condizione di democrazia sospesa del Paese in cui è messa in disparte la sovranità popolare posta a fondamento della Costituzione repubblicana; del trasformismo politico introdotto a livello politico e parlamentare da una maggioranza di “nominati” eletti in base a una legge elettorale dichiarata incostituzionale e che intende disinvoltamente procedere allo stravolgimento della Carta costituzionale senza il mandato degli elettori;

preso atto: della crisi dei partiti ridotti a espressioni di leadership personali senza alcun riferimento ideale, etico e culturale e della disaffezione degli elettori stanchi e sfiduciati di una classe politica  incapace di corrispondere al bene comune degli Italiani

considerata: la necessità di superare la grave frantumazione intervenuta a livello politico con la scomparsa delle culture  di ispirazione popolare, liberale e riformista che hanno fatto grande la storia della repubblica italiana e di procedere  urgentemente alla ricomposizione di queste aree politico culturali;

formulando: l’apprezzamento per le scelte intervenute con la formazione dei movimenti e dei fermenti positivi che tanto sul versante dell’area cattolica che su quello laico liberale e rifomista stanno emergendo in Italia

esprimendo: la necessità e l’impegno di dare risposte positive e una nuova speranza non solo agli elettori che continuano a partecipare al voto, ma, soprattutto, a coloro che da tempo hanno deciso di disertare le urne sfiduciati dai comportamenti  di una classe dirigente non più credibile e  da una politica che non corrisponde più agli interessi e ai valori dei ceti medi produttivi e delle classi che più stanno subendo le conseguenze di un finanza capitalismo il quale, rovesciando il principio della non sovrapponibilità tra etica, politica ed economia, ha attribuito alla finanza il compito di assegnare i fini e all’economia e alla politica il ruolo subordinato e ancillare, sino a ridurre la democrazia a mero simulacro formale

Decidono

  1. a) di dar vita al Coordinamento dei movimenti Popolari, liberali, conservatori e riformisti di tutti i partiti,  associazioni, gruppi e persone che sono interessati a sviluppare nel Paese la nascita di un soggetto politico laico, democratico, popolare, liberale, riformista, europeista,  trans nazionale, ispirato ai valori dell’umanesimo cristiano, inserito a pieno titolo nel PPE, da far tornare ai principi dei padri fondatori, alternativo al socialismo trasformista renziano, ai populismi estremi e alla sinistra post comunista; un coordinamento paritetico, inclusivo e aperto a tutte le forze che condividendo gli stessi valori intendono parteciparvi; coordinamento da organizzare ed estendere in tutte le realtà territoriali del Paese e nelle sedi istituzionali locali e parlamentari;
  2. b) di condividere e sostenere gli stessi orientamenti e obiettivi in politica estera, immigrazione, integrazione sociale e sicurezza, fisco ed economia,  giustizia e Stato e sulle questioni etiche che attengono al primato della persona e della famiglia;
  3. c) di sostenere e cooperare ad ogni iniziativa che vada verso il recupero e la valorizzazione della nostra cultura politica e dei nostri valori di riferimento;
  4. d) di favorire la nascita sull’intero territorio nazionale di Gruppi Civici Territoriali del Coordinamento che, aperti alla partecipazione e al coinvolgimento e ricorrendo anche ai moderni sistemi di comunicazione, facciano rifiorire le specificità dei loro territori in un contesto di armonia e di sintesi con le grandi scelte del Paese;
  5. e) di promuovere ad ogni livello (comunale e regionale), in occasione delle prossime elezioni amministrative,  LISTE CIVICHE TERRITORIALI, aperte e caratterizzate da programmi concreti ed innovativi;
  6. f) di sollecitare, un Forum Nazionale di partiti, associazioni, movimenti e semplici cittadini da tenersi entro la primavera del 2016, che dia vita ad  un Nuovo Grande Soggetto Politico che si ponga come obiettivo di offrire un proprio contributo al riscatto della comunità italiana e internazionale: di favorire l’emergere di una nuova classe dirigente che, a partire dalle prossime elezioni amministrative, sappia raccogliere il testimone delle migliori tradizioni politico culturali della storia repubblicana italiana”

Le conclusioni di Orvieto si collegavano a quelle di Rovereto e segnavano un’altra tappa di avvicinamento all’obiettivo finale: la nascita di un nuovo soggetto politico come quello richiamato nel documento finale.

Questi deliberati vengono condivisi da tanti volenterosi che promuoveranno incontri territoriali di non poco conto.

 

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A Salerno, Cosimo Iannone organizza un pomeriggio nella prestigiosa sala della locale Camera di Commercio dove porteranno il loro contributo di passione e di analisi Simone Pillon del FamilyDay, Luisa Santolini, già presidente del forum delle famiglie e concluderà Ivo Tarolli.

A Perugia sotto la regia del Cons. Reg. Claudio Ricci e di Luisa Santolini si confronteranno ancora Simone Pillon, Ivo Tarolli, Marco d’Agostini – che nel frattempo aveva accettato di assumere il compito di Coordinatore di tutte queste iniziative – e Augusto Ciampechini.

A Padova, l’on. Domenico Menorello organizza una mattinata straordinaria con la nutrita partecipazione di tanti giovani impegnati, anche con responsabilità, nei movimenti cattolici del Veneto, del Friuli e del Trentino Alto Adige.

Farà una introduzione magistrale S.E. Mons. Gastone Simoni e porteranno il loco contributo Ettore Bonalberti, Gianni Fontana, il prof. Luciano Pilati e Luciano Finesso.

I sottoscrittori dell’Appello di Rovereto si butteranno a capofitto nell’appuntamento referendario del 04/12/2016. Si riconosceranno in Giuseppe Gargani, Presidente del Comitato del No centrista e ovunque in Italia, non si sottrarranno alla mobilitazione.

Gargani e Cosimo Iannone, dopo la grande vittoria del No riorganizzeranno a Salerno un nuovo incontro pubblico che non mancherà di provocare grande interesse nella Provincia e nella Regione Campania

Con l’iniziativa assunta da Stefano Parisi, con l’annuncio della formazione del suo movimento “ Energie per l’Italia”, Ivo Tarolli, impegnato sul fronte della ricomposizione della vasta galassia dell’area cattolica e Ettore Bonalberti, più direttamente impegnato a tentare di tenere insieme l’altrettanto diviso e tormentato fiume carsico dei democratici cristiani e popolari, scorgono una opportunità nuova che, da un lato, può cercare di costruire un’alleanza politico programmatica in grado di offrire risposte ai bisogni urgenti dell’Italia e, dall’altra, organizzare una partecipazione alla prossima campagna elettorale nella quale ridare capacità di rappresentanza alla cultura cristiano – popolare ridotta attualmente alla sostanziale irrilevanza.

 

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Roma Bonus Pastor

Un momento qualificante di incontro degli amici di Rovereto con Stefano Parisi si è svolto alla Bonus Pastor di Roma il 15 Gennaio 2017.

L’incontro, denso di contenuti ed aperto a vagliare le diverse opzione strategiche, ha segnato un salto di qualità nel coinvolgimento e nella responsabilizzazione dei Movimenti e delle Associazioni Cattoliche è stato aperto dalla Santa Messa e dal contributo al tema del Card. Giovanni Battista Re e successivamente da una articolata relazione di Mons. Mario Toso. Sono seguiti poi gli interventi di Paolo Voltaggio, Marco d’Agostini, Sergio Marini, Raffaele Bonanni, Daniele Ricciardi, Vitaliano Gemelli, Francesco Rabotti ed altri ancora.

A conclusione dei lavori si è approvato l’o.d.g. seguente:

I partecipanti all’incontro dell’area cristiano popolare (appartenenti a oltre 60 soggetti fra Movimenti, Associazioni, Partiti, etc.) tenutosi a Roma, domenica 15 gennaio 2017, presso la Casa Bonus Pastor, sentite e condivise le comunicazioni di Ivo Tarolli e Stefano Parisi, dopo cinque ore di dibattito e di confronto,

All’unanimità decidono:

  1. Di impegnarsi a favorire lo strutturarsi di una Grande e quindi composita Area (di persone, culture, Movimenti, etc) che sappia fare emergere le tante idee e i tanti valori che abbiamo in comune, come prologo di un eventuale Nuovo Grande Soggetto Politico. Un soggetto che sia laico e plurale, democratico e popolare, transazionale e dalla chiara ispirazione ai valori propri dell’Umanesimo Cristiano, a partire dalla famiglia, dalla responsabilità e dalle virtù etiche e morali.
  2. Di rafforzare la propria identità!! Pertanto, partendo dai valori dell’Umanesimo Cristiano dotarsi di proposte programmatiche e di un Progetto Paese chiaro e concreto, che miri a far uscire il nostro Paese dal tunnel in cui siamo e a fornire nuove prospettive di lavoro e di crescita.
  3. Di promuovere una vasta partecipazione di base con più incontri interregionali (nord est, nord ovest, centro e meridione) al fine di informare, coinvolgere e motivare le tante risorse presenti sul territorio.
  4. Subito dopo, organizzare la convocazione di tutte le Associazioni, Movimenti e Gruppi interessati, di un Forum Nazionale deliberativo, in vista della costruzione di un Nuovo Soggetto Politico (es. confederazione tipo UMP Francese).
  5. Per dar seguito a quanto sopra vengono costituiti più gruppi di lavoro, che potranno interagire anche con analoghi gruppi attivati dal Cantiere di Parisi.
  6. Sostenere a tutti i livelli una riforma elettorale che sappia recuperare il valore cardine della sovranità e della partecipazione popolare, e le sappia coniugare con gli obiettivi della governabilità e della stabilità (anche guardando all’esperienza tedesca).
  7. Di utilizzare, in questa fase transitoria, la sede della Fondazione Italiaspa per le questioni organizzative, e per le questioni relative alla Comunicazione,

 Roma, Bonus Pastor, 15 gennaio 2017.”

 

Nel corso di questo incontro veniva anche consegnato ai partecipanti una copia del “Progetto per l’Italia” redatto, dopo mesi di intensi lavori, da oltre venti esperti universitari di economia. Offrirà la Sua preziosa e illuminata collaborazione anche l’ex Governatore della Banca d’Italia dott. Antonio Fazio.

Tale progetto contiene un dettagliato e concreto elenco delle cose da fare per aiutare l’Italia ad uscire dallo stato di difficoltà economica in cui si trova.

Non sono stati in pochi a ritenere alcuni passaggi, addirittura “geniali”.

E’ del 30 aprile, in Piazza S. Pietro, in occasione del 150° dell’Azione Cattolica la esortazione di Papa Francesco: “Mettetevi in Politica, ma per favore nella grande politica, nella Politica con la (P) maiuscola!” …… e ancora: “Cercate senza timore il dialogo con chi vive accanto a voi, anche con chi la pensa diversamente ma come voi desidera la pace, la giustizia, la fraternità … E’ nel dialogo che si può progettare un futuro condiviso.”

Tutto questo fiorire di nuovo protagonismo ha favorito l’incontro di tanti volenterosi provenienti da esperienze e da Movimenti diversi, e sfocia nella nascita dell’Associazione “Costruire insieme”. Davanti al notaio, presso la prestigiosa sede dell’Istituto Luigi Sturzo di Roma, 31 pionieri hanno sottoscritto l’Atto Costitutivo della suddetta Associazione. Può essere considerata una piccola cosa, ma senz’altro dal grande valore simbolico, perché testimonia che “stare assieme si può”. Accanto ai 31 sottoscrittori[2] vanno ricordati anche i 24 Costituenti[3] (coloro che per ragioni diverse non hanno potuto essere presenti alla firma, ma che da tempo sono impegnati in questo progetto) che si sono assunti questo ruolo di apripista.

On. Ivo Tarolli

Dott. Ettore Bonalberti

[1]Non della polis greca, dove la patria era al di sopra del singolo che era ad essa totalmente subordinato; ma della città ispirata dal messaggio cristiano, che riconosce il primato della persona in quanto tale, quindi anche dello schiavo e del povero; dove tutti risultano essere fratelli e sorelle con eguali diritti

[2] Raffaele Bonanni, Roberto Bettuolo, Fabrizio Bonanni Saraceno, Ettore Bonalberti, Barbara Casagrande, Antonella Dursi, Giovanni Tomei, Francesco Ciminieri, Fabio Cristofari, Marco D’Agostini, Luigi Grillo, Fabio Reali, Carmine Spiaggia, Paolo Voltaggio, Antonino Giannone, Paolo Maria Floris, Sergio Marini, Tiziano Melchiorre, Eleonora Mosti, Manuela Lamantea, Milena Bergamasco, Giuseppe Gargani, Antonio Pisani, Ivo Tarolli, Luigi Intorcia, Leonardo Ranieri Triulzi, Andrea Tomasi, Giancarlo Margottini, Frioli Bruno, Gabriele Desimone, Francesco Rabotti.

 

[3] Bertolini Luca, Bianchi Leonardo, Canonico Giuseppe, Caputi Gaetano, Carmagnola Mauro, Esposito Marco, Finesso Luciano, Forlani Natale, Fraticelli Giulio, Fratini Riccardo, Guerrini Giorgio, Iannone Cosimo, Maiolo Ilario, Menorello Domenico, Oricchio Gianluca, Pasquazzo Debora, Pilati Luciano, Portacci Amedeo, Rinaldi Gaetano, Rotunno Giuseppe, Sabella Giuseppe, Santolini Luisa, Vinzio Alberto, Zito Benedetto.

 

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